Vi è mai capitato di entrare in un negozio e di uscire con la sensazione di aver vissuto una vera e propria esperienza sensoriale? Se avete risposto sì significa che siete stati anche voi “vittime” del marketing esperienziale.

Cos’è il marketing esperienziale?

Potrà sembrarvi un parolone per parlare sempre delle stesse cose: strategie di vendita. In realtà il fine ultimo del marketing esperienziale è quello di far vivere all’utente una verso e propria forma di esperienza, a prescindere dall’atto del comprare o meno.

Il consumatore, negli anni, è diventato il fulcro delle strategie di marketing e ormai si cerca in ogni modo di catturare la sua attenzione e di studiare nuove tecniche per coinvolgerlo nella relazione con la propria azienda.

Nell’articolo sul Guerrilla Marketing abbiamo già parlato di come le aziende stiano volgendo le  proprie strategie di marketing nel raggiungere i potenziali clienti con messaggi innovativi, anche quando meno se lo aspettano.

Il marketing esperienziale e i suoi autori

Vediamo di capire meglio di che cosa si tratta, chiamando in nostro aiuto alcuni degli autori che per primi ne hanno parlato e se ne sono occupati.

Partiamo quindi con B. Schmitt che classifica 5 tipi di esperienze:

  1. Sense:  per esperienze che si legano ad uno o a più sensi (l’udito, l’olfatto, il tatto);
  2. Feel: per esperienze connesse alla sfera emotiva per creare connessione con il marchio;
  3. Think: per le esperienze cognitive;
  4. Act: per le esperienze che implicano un’azione;
  5. Relate: per le esperienze che coinvolgono una relazione o un’interazione.

Per l’autore già sfruttare una sola di queste voci implica creare valore per l’utente, ma il vero momento di svolta con la quale si riesce a catturare meglio l’attenzione del consumatore si ottiene con il connubio di esse. Se siete interessati, potete acquistare il libro di Bernd H. Schmitt: Experiential Marketing.

Anche Pine e Gilmore si sono occupati del marketing esperienziale e in base al ruolo dell’utente e al grado di immersione che si riesce a suscitare, hanno classificato quattro tipi di esperienza possibili, riassumibili con questo schema:

  • di intrattenimento: il consumatore assorbe passivamente attraverso i sensi;
  • educativa: il soggetto ha un ruolo più attivo e assorbe grazie all’apprendimento;
  • estetica: l’individuo viene immerso in un evento, ma conserva il suo ruolo passivo;
  • di fuga: l’utente è completamente immerso nell’esperienza e contribuisce attivamente a crearla.

marketing esperienziale - I quattro tipi di esperienza secondo Pine e Gilmore

 

Se vi sembra di non esservi mai sentiti coinvolti in qualcosa del genere provate a pensare se vi è mai capitato di andare ad un museo e trovarvi a fare uno di quei quiz alla fine in cui vi venivano poste domande su ciò che avevate appena visto. Se vi fosse capitato sappiate che nel suo piccolo si trattava di un’esperienza educativa.

Fin qui abbiamo parlato di cosa sia il marketing esperienziale, ma vediamo ora come mai sia diventato così importante negli ultimi anni.

Il ruolo delle emozioni per l’utente

Prima si è detto che il consumatore è diventato il fulcro delle strategie di marketing. È l’utente che determina il successo o il fallimento di un prodotto scegliendolo o rivolgendosi ad altri competitors. E su questo ruota tutto il marketing: fare in modo che le persone scelgano proprio quell’azienda, che si affidino a quell’attività piuttosto che ad un’altra.

Secondo diverse correnti di pensiero psicologico ogni volta che il cervello elabora delle informazioni, utilizza due sistemi: quello razionale e quello emotivo. Secondo voi quale dei due prevale nel momento in cui vi è da effettuare una scelta?

Il sistema emotivo. Per quanto forse possa sembrare strano, a influenzare i nostri acquisti è innanzitutto l’emozione. Ci sono degli studi che hanno dimostrato che il cervello umano adotta delle soluzioni razionali solamente nel 5% dei casi.

Per questa ragione è così importante imprimersi nella mente del cliente a livello emozionale ed è anche questo il motivo per cui negli ultimi anni il marketing emozionale ha avuto tanto successo.

alsolved

Si badi bene però che questa strategia non ha il solo fine della vendita, quanto piuttosto quello di creare una relazione con il cliente.

Quindi per fare in modo che il consumatore scelga il nostro prodotto dobbiamo innanzitutto costruire contenuti che lo emozionino e che lo leghino al nostro brand.

Un cliente fidelizzato è un cliente che non solo comprerà il nostro servizio o prodotto una volta, ma che lo riacquisterà successivamente, che parlerà di noi ai suoi contatti, diventato per noi una risorsa per diffondere il nostro valore.

In questo video potrete vedere alcuni tipi di Marketing esperienziale attuati dalle aziende. Provate ad immergervi nei panni di chi si è trovato in quelle situazioni e chiedetevi: non vi sareste divertiti al loro posto? E non avreste pensato che quell’azienda che vi aveva fatto divertire meritava che compraste i suoi prodotti?